Quando non serve la censura, ovvero la satira dei servi
Lunedì, Gennaio 30th, 2006da RolliBlog
Domenica 29 Gennaio 2006
Neri Marcorè: la satira dei servi
Domenica scorsa, a “Parla con me” su Rai 3, Neri Marcorè ha imitato il segretario dei diesse Piero Fassino.
Una gag naturalmente non eccessiva, figuriamoci, ma insomma ci si accontenta; del resto sono lontani i tempi in cui la banda Dandini si permetteva di fare satira su D’Alema. Due sculacciate, il sinistro sopracciglio alzato e via, cassata in anticipo qualche puntata.
Quindi rivedere una sottospecie di satira contro la sinistra è stato un evento apprezzabile. Circa.
Ma Neri Marcorè si è pentito alla velocità del suono e così ha dichiarato:”non credo che lo rifarò, è un problema ideologico, la sinistra non attraversa un bel momento, non me la sento di infierire con la satira”.
Ecco, adoro l’anima nobile della sinistra che non infierisce, è una delle caratteristiche che ne determina la superiorità morale e antropologica.
Ovviamente il nostro Marcorè si è affrettato a smentire senza smentire nulla, come una perfetta recluta agli ordini del comandante:
“Non ricordo di averlo detto, certo non a loro. La satira si fa a 360 gradi, Unipol era un bel bocconcino, non potevo resistere. E se avrò altri spunti, il mio Fassino rinascerà. Avessi voluto risparmiare i Ds, non l’avrei fatto proprio, nemmeno una volta. E invece non è che ci sono andato leggero.
Poi però è chiaro che io sono di sinistra, non lo nascondo, perché dovrei? E quindi c’è più gusto a prendere in giro la destra, pure perché è maggioranza di governo. Non applico dentro di me la par condicio dell’imitazione, essere di parte è legittimo”.
Del resto Staino, vignettista dell’Unità, comprende il dietrofront:”Io lo capisco Neri Marcorè. In teoria siamo bipartisan, ma vista l’aggressione continua a cui ci sottopone Berlusconi, che ci tratta da delinquenti abituali, pure io provo un certo imbarazzo a fare satira su Fassino o D’Alema, mi sembra di allinearmi col premier».
Quindi niente più imitazione di Fassino, a Parla con me, che ai diesse non è proprio piaciuta.
No no, mica è autocensura, non scherziamo: è che la servitù, quando è di classe, certi sgarbi al padrone non li fa. Nemmeno per scherzo.





