da RolliBlog
Domenica 29 Gennaio 2006
Neri Marcor: la satira dei servi
Domenica scorsa, a “Parla con me” su Rai 3, Neri Marcor ha imitato il segretario dei diesse Piero Fassino.
Una gag naturalmente non eccessiva, figuriamoci, ma insomma ci si accontenta; del resto sono lontani i tempi in cui la banda Dandini si permetteva di fare satira su D’Alema. Due sculacciate, il sinistro sopracciglio alzato e via, cassata in anticipo qualche puntata.
Quindi rivedere una sottospecie di satira contro la sinistra stato un evento apprezzabile. Circa.
Ma Neri Marcor si pentito alla velocit del suono e cos ha dichiarato:”non credo che lo rifar, un problema ideologico, la sinistra non attraversa un bel momento, non me la sento di infierire con la satira”.
Ecco, adoro l’anima nobile della sinistra che non infierisce, una delle caratteristiche che ne determina la superiorit morale e antropologica.
Ovviamente il nostro Marcor si affrettato a smentire senza smentire nulla, come una perfetta recluta agli ordini del comandante:
“Non ricordo di averlo detto, certo non a loro. La satira si fa a 360 gradi, Unipol era un bel bocconcino, non potevo resistere. E se avr altri spunti, il mio Fassino rinascer. Avessi voluto risparmiare i Ds, non l’avrei fatto proprio, nemmeno una volta. E invece non che ci sono andato leggero.
Poi per chiaro che io sono di sinistra, non lo nascondo, perch dovrei? E quindi c’ pi gusto a prendere in giro la destra, pure perch maggioranza di governo. Non applico dentro di me la par condicio dell’imitazione, essere di parte legittimo”.
Del resto Staino, vignettista dell’Unit, comprende il dietrofront:”Io lo capisco Neri Marcor. In teoria siamo bipartisan, ma vista l’aggressione continua a cui ci sottopone Berlusconi, che ci tratta da delinquenti abituali, pure io provo un certo imbarazzo a fare satira su Fassino o D’Alema, mi sembra di allinearmi col premier.
Quindi niente pi imitazione di Fassino, a Parla con me, che ai diesse non proprio piaciuta.
No no, mica autocensura, non scherziamo: che la servit, quando di classe, certi sgarbi al padrone non li fa. Nemmeno per scherzo.